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Nome:        Castiglioni

Cima:         Torre Venezia

Zona:         Civetta

Altezza:          Dislivello: 300 mt

Tempi:       3 ore

Difficoltà:    III, IV, 1p. IV+.

Materiale:    2‑3 chiodi e qualche dado

Punto di partenza:    rif. Vazzolèr,1714 m, raggiungibile in ore 1.30 da Capanna Trieste, 1135 m, cui si perviene in auto da Listolade (fraz. di Agordo) per la stretta rotabile della Val Corpassa.

Partendo dalla profonda gola che scende a ovest dalla Forcella di Pelsa, la via obliqua verso destra per prendere e seguire fino al suo termine il marcato camino che si snoda circa al centro della parete ovest, uscendo sul grande ballatoio detritico sommitale. Roccia buona.

Attacco:
Dal rif. Vazzolèr si segue la mulattiera per il rif. Tissi fino ad oltrepassare le Case Favretti, giungendo ai pascoli del Pian di Pelsa ad ovest della Torre Venezia. Si abbandona il sentiero per salire verso destra tra ghiaie e mughi (tracce di passaggio) verso l'evidente canalone detritico tra Torre Venezia e Punta Agordo e lo si rimonta fino alla base di un gran diedro inclinato (ore 1 ca.).

Relazione:

1.  Si sale per il diedro, su roccia compatta, fin dove diventa strapiombante. Sosta su clessidra (ca. 30 m; lI, III).

2.  Si obliqua a destra, tenendosi il più alto possibile, aggirando uno spigolo e continuando ad obliquare per larga fessura fino al suo termine. Sosta su clessidra o su 3C spostati in alto a sinistra (25 m; II, III+).

3.  Si traversa in parete (ca. 10 m, III+; esposto) fino a una stretta fessura verticale che si segue (1C, clessidre) fino ad una terrazza detritica. Sosta, 1C (ca. 45 m; III+;1C).

4.  Proseguire per la fessura, ora allargata a camino, rimontando da ultimo un breve canalino detritico. Sosta 1C sulla forcelletta dietro un pilastrino staccato (ca. 45m; III, II; 1C).

N.B. Qui passa anche la via Livanos, che sale direttamente per l'incombente fessura (strapiombante all'inizio; 1p. di V) seguendola obliquamente a sinistra per due lunghezze (IV, pp. IV+) fino alle facili rocce sotto il ballatoio sommitale. Alternativa vivamente consigliata qualora il camino della via originale fosse bagnato.

5.  Si obliqua verso destra per paretine e quindi verticalmente per uno spigolo fino alla base del lungo camino che incide la parte finale della parete (ca. 40 m; III).

6.  Si sale per il camino dapprima all'esterno, entrandovi poi quando questo si allarga, passando sotto un masso incastrato. Sosta su 1C (ca. 45 m; III, pp. III+;1C).

7.  Si prosegue per il camino, liscio e spesso bagnato, che in alto si restringe in prossimità di un blocco incastrato che va superato esternamente. Sosta sopra il blocco (ca. 20 m; III, IV, 1p. IV+; 1C).

8.  Continuare per il camino, ora molto aperto, fino ad uno strapiombo che lo chiude. Sosta su spuntone (ca. 20 m; III).

9.  Obliquare a destra per gradoni e cengette fino ad una terrazza, proseguendo poi direttamente per facile parete al grande ballatoio detritico sommitale (ca. 40 m; II).
Dall'uscita della via, si può facilmente raggiungere la vetta seguendo il ballatoio verso destra e scalando (pp. I) i facili gradoni a sud della cuspide sommitale.

Discesa:
Usciti sul ballatoio detritico, lo si segue verso sinistra (traccia di sentiero, ometti) per portarsi sul versante nord dellaTorre. La traccia ora devia a sinistra verso l'orlo del ballatoio, scendendo da ultimo su rocce gradinate ad un anello cementato.

Con corda doppia da 20 m si scende ad un terrazzino attrezzato con anello cementato. Di qui si può scendere verso destra (orograf.) in arrampicata lungo la rampa‑camino della via normale, oppure effettuando 5 consecutive calate a corda doppia da 15‑20 m (tutte attrezzate) che consentono di arrivare direttamente all'ampio catino detritico tra Torre Venezia e Torre delle Mede.

Per traccia di sentiero (ometti, bolli rossi) si scende verso destra ad imboccare il profondo canale che separa le due Torri e lo si segue fino al suo termine, superando un paio di salti con brevi calate a corda doppia (ancoraggi in loco).

Dalla zona detritica sotto il canale, si piega a destra per scendere ad un crinale erboso con mughi che riconduce al sentiero nei pressi del rif. Vazzolèr (ore 2‑2.30).









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