» » Escursionisti per caso  » relazioni, arrampicata, arrampicate, vie di roccia, vie normali, vie di ghiaccio, scalata, scalate, alpinismo, scialpinismo, ferrate, ferrata, alpinisti, alpinista, cordata, montagna, civetta, pelmo, antelao, tofana, trekking, vie ferrate, escursioni, dolomiti, escursioni in dolomiti
Nome:        Lipella

Cima:         Tofana di Rozes

Zona:         Tofane

Altezza:     3225 mt     Dislivello: 1200 mt

Tempi:       7 ore

Una «classica» delle vie ferrate; itinerario di media difficoltà fino alla biforcazione delle «Tre Dita», più difficile la prosecuzione fino alla vetta.

Strada di accesso:
lungo la Grande Strada delle Dolomiti, da Cortina d'Ampezzo in direzione passo di Falzarego fino al km 113,8. Qui si dirama sulla dx una stradina di montagna che, dopo 2,5 km, si biforca nuovamente: a dx per il rif. Duca d'Aosta (2098), a sx per il rif. Dibona (2030), 4 km dalla SS 48, possibilità di parcheggio.

Accesso:
dal rif. Dibona verso la conca della Tofana, poi a sx, sulla via n. 404, che viene seguita in direzione O: bellissimo il panorama su Croda da Lago, Formin, Cernera e Nuvolau. Un cartello indica sulla dx l'accesso alla ferrata Lipella, 1 h 1 /2. Si sale brevemente lungo una fascia detritica fino ad una scala e quindi fino all'ingresso della galleria (2420).

Relazione:
Quest'interessante escursione è suddivisa in quattro tappe: i 500 m della galleria degli Alpini, i due tratti di ferrata e l'ascensione finale alla vetta della Tofana di Ròzes.

II tratto lungo la galleria ripida e buia (lampada tascabile), si presenta comunque in buone condizioni; la successiva lunga traversata della parete O offre invece un'incomparabile esperienza di roccia, inserita in un quadro paesaggistico indimenticabile, che però implica un guadagno di quota minimo. Ciò è dovuto alle cenge rocciose, ricalcate dalla ferrata Lipella; digradando verso N, esse annullano ogni volta il DL guadagnato nelle risalite intermedie, provviste di buone assicurazioni. Così, dall'uscita della galleria (circa 2620) sopra la forc. di Ròzes fino alle «Tre Dita» (2694), dove termina il primo tratto di ferrata, il DL superato risulta, come già detto, quantomeno modesto. Bellissimo è invece il panorama sulla vai Travenanzes e sulla frastagliatissima cresta di Fanis, con l'elegante torre omonima (2922) a catturare lo sguardo del passante; a ciò si aggiunge il fascino di un percorso estremamente vario.

Dalle Tre Dita, 2 h, c'è la possibilità di scendere al rif. Giussani (2561) lungo un sent. marcato; chi aspira a raggiungere la vetta, nei pressi della biforcazione del sent. piegherà a dx e seguirà il tracciato della ferrata lungo una cengia detritica che sfocia in un immenso anfiteatro di roccia. Le funi seguono poi un tratto ripido ed esposto, che s'inerpica fino alla cresta NO (3027). Quassù sbocca la via normale, molto frequentata, che si snoda per neve e ghiaie fino alla vetta, 3 h 1 /2.

Discesa:
Per la via normale, segn. blu, che digrada attraverso il fianco NE fino al rif. Giussani (2561), 1 h 1 /4. Attenzione in caso di neve o ghiaccio! Dal rifugio presso la forc. Fontana Negra la via n. 403 si snoda in serpentine attraverso la conca della Tofana e accompagna di ritorno al punto di partenza, 3/4 h.

> Graphic by Army © 2000-2020 Webdreams