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Nome:        Penasa Lise

Cima:         Pala del Belia

Zona:         Moiazza

Altezza:          Dislivello: 400 mt

Tempi:       4 ore

Difficoltà:    III, IV.

Materiale:    chiodi, utile qualche dado.

Punto di partenza:    rif. Carestiato, m. 1834, raggiungibile in ca. 45 min da Passo Duran, 1601 m.

La via si svolge con qualche andirivieni nel centro della parete S ed esce per camini a sinistra del grande tetto a becco sommitale. Roccia discreta.

Attacco:
L'attacco è alla base del grande diedro che caratterizza la parte inferiore della parete S (10 min. dal rifugio). Chiodo di partenza.

Relazione:

1.  Dal fondo del diedro si obliqua a destra puntando ad un pino in prossimità dello spigolo. Sosta su 1C o sul pino (45 m; III; 1‑2C).

2.  Si prosegue direttamente per qualche metro, obliquando poi verso sinistra a prendere un diedro (1C alla base); lo si rimonta uscendone a destra e giungendo ad una nicchia. Sosta su 2C (ca. 45 m; III/III+; 2C).

3.  Si sale direttamente su roccia con erba giungendo alla prima cengia erbosa. Sosta su 2C (50 m; II/III).

4.  Si obliqua qualche metro a sinistra per un lungo camino. Sosta su 1C sopra un blocco incastrato (40 m; III, 1p. IV).

5.  Si prosegue per il camino fino al suo termine, giungendo sotto una fascia strapiombante (40 m; III, III+).

6.  Si traversa a sinistra fino ad incontrare una rampa obliqua verso destra (15 m; II).

7.  come tiro 8

8.  Si prosegue per la rampa (roccia con erba), sostando su ancoraggi naturali o mughi (80-90 m; II, III‑).

9.  Si obliqua a sinistra, sempre su roccia con mughi, mirando ad un diedro verticale. Sosta in parete su clessidra (40 m; II).

10.  Si obliqua a sinistra a prendere una stretta cengia (1C) e, aggirato uno sprone, si perviene alla base di un diedro verticale. Sosta su 2C (ca. 25 m; II)

11.  come tiro 12

12.  Superato direttamente il diedro (ca. 15 m, IV) si prosegue per rocce con erba giungendo alla grande cengia erbosa sotto la parete terminale chiusa dal grande tetto a becco. Sosta da attrezzare (ca. 60 m; IV, poi II).

Si traversa a sinistra lungo la cengia (elementare) e, aggirato uno spigolo giallo, si perviene alla base di un marcato camino (proseguendo a sinistra si può uscire sulla ferrata Costantini).

13.  come tiro 15

14.  come tiro 15

15.  Si segue lungamente il camino superando qualche strozzatura ed uscendo infine dai malsicuri blocchi sommitali sul prato di vetta (ca. 100 m; III, pp. IV). Soste attrezzate.

Discesa:
Dalla cima si scende verso est per verdi pendii prima, poi per detriti, calandosi infine in un canalino roccioso sfociante nel canalone (spesso innevato) che separa la Pala del Bò dalla Pala del Belìa. Attraversato il canalone, per tracce di sentiero si tocca la sommità della Pala del Bò, da cui si scende verso destra su terreno erboso e poi detritico, fino a riprendere il sentiero che riconduce al rif. Carestiato

Dalla cima si può anche scendere prendendo a sinistra una cengetta che porta alla ferrata Costantini e, per essa, alla base della parete.

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